Danni collaterali

"Una domenica di novembre: una famiglia che cammina lungo un sentiero per raccogliere funghi, a poche decine di metri da una battuta di caccia in corso. Non è un caso isolato o un'ipotesi remota: è la situazione che si ripete, in forme diverse, migliaia di volte ogni stagione venatoria in Italia, in un paese che non tiene nemmeno un registro ufficiale di quante volte questa convivenza finisce male.

Sul numero reale di incidenti esistono solo due fonti, con perimetri diversi e nessuna delle due imposta per legge. Una conta solo ciò che accade dentro l'esercizio formale della caccia, l'altra include anche gli episodi che avvengono ai margini, vicino alle case, lungo le strade di campagna. Con il criterio più ampio, l'ultimo decennio registra 204 morti e 630 feriti. Su un arco più lungo, diciotto anni, un'altra fonte arriva a contare 462 decessi. Numeri diversi, criteri diversi, ma nessuno vicino allo zero.

Dentro questi numeri, la parte più difficile da giustificare riguarda chi non stava cacciando. In una sola stagione recente, quasi trenta persone estranee alla battuta sono state colpite da un'arma da caccia, alcune delle quali bambini. Non cercavano il rischio: erano nel proprio giardino, in un bosco, in bicicletta. E i casi si concentrano proprio dove la tecnica di caccia più diffusa, la braccata, è anche più intensa".

Il DDL 1552 non riduce questa esposizione, la estende. Apre alla caccia le foreste demaniali nei giorni in cui sono più frequentate da chi cammina, cerca funghi o va in mountain bike. Elimina il divieto sul demanio marittimo, spiagge comprese, dove un colpo vagante non incontra ostacoli. Introduce i visori termici per la notte, tecnologia che secondo la letteratura tecnica genera falsi riconoscimenti del bersaglio, nelle stesse ore in cui chi non caccia è meno vigile. E toglie all'ISPRA l'ultimo potere vincolante che aveva sui calendari venatori regionali.

Questo dossier ricostruisce, fonte per fonte, cosa dicono davvero i numeri sugli incidenti di caccia in Italia, e cosa cambia con ogni singola misura del DDL 1552.